Welfare Aziendale: raddoppiato fino ad €516,46 il limite di non imponibilità per i Fringe Benefit per il 2020

Il decreto di agosto raddoppia la quota non imponibile dei Fringe Benefit. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Ai sensi dell’articolo 112 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104 (cd. “Decreto Agosto”), limitatamente al periodo d’imposta 2020, l’importo non imponibile di Fringe Benefit viene raddoppiato (da €258,23 ad €516,46). Ricordiamo che la non imponibilità è sia fiscale che previdenziale.

Fringe Benefit, di cosa si tratta?
I Fringe Benefit sono uno degli strumenti più utilizzati dai datori di lavoro per creare Welfare Aziendale ed incentivare la produttività dei propri dipendenti. In altri termini, essi rappresentano una forma di retribuzione in natura, che non concorre alla formazione del reddito di chi li riceve.

Esempi di Fringe Benefit sono:

  • buoni spesa e buoni carburante;
  • autovetture o altri mezzi di trasporto ad uso promiscuo;
  • telefono aziendale, pc, tablet, ecc;
  • microcredito;
  • cesta natalizia o pasquale;
  • polizze assicurative extra-professionali.

 

Ai sensi dell’art. 51, comma 3 del Testo Unico sulle Imposte dei Redditi: Il valore normale dei generi in natura prodotti dall’azienda e ceduti ai dipendenti è determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista. Non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a €258,23… (ora aumentato eccezionalmente ad €516,46, ndr).

Ricordiamo che, anche in questo caso, se il valore di Fringe Benefit assegnato al lavoratore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

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